Stiamo
per lanciare una grande campagna di marketing online con tanto di acquisto
di spazi pubblicitari, inserzioni sui motori di ricerca, banner e passaparola
sui blog. Abbiamo messo a punto gli strumenti di advertising e il tasso di
clickthrough è alto. Sappiamo che appena saremo online un sacco di traffico
targettizzato arriverà sul nostro sito.
È
il momento di mettersi a sedere e aspettare rilassati, vero? Non ancora.
La
parola chiave è conversione
Arrivando
sul nostro sito, vogliamo che i visitatori facciano qualcosa (registrarsi
ad una newsletter o acquistare un prodotto, per esempio). Il sito, insomma,
non ha successo fino a quando non si verifica ciò che desideriamo. Quando
un visitatore compie l'azione che desideriamo abbiamo ottenuto una conversione.
Se abbiamo milioni di visitatori che arrivano sul sito ogni giorno e il tasso
di conversione rimane bassissimo, non soltanto la nostra campagna è un insuccesso,
ma cresce a dismisura anche il conto per l'hosting.Attirare
traffico è facile. La parte complicata è riuscire ad avere alti tassi di conversione.
Questo è lo scopo per cui vanno progettate le landing page.
Cos'è
una landing page?
Una
landing page è la pagina su cui arrivano i visitatori dopo aver cliccato su uno
dei nostri strumenti di advertising.
La
landing page deve convincere il visitatore a rimanere e (a seconda degli
obiettivi prefissati):
- Compilare un
form (ma alla gente non piace compilare moduli)
- Fornire
informazioni personali (ma la gente odia essere spammata)
- Comprare
qualcosa (ma la gente non ama essere raggirata)
- Leggere un
bel po' di informazioni (ma alla gente non piace leggere)
[if !supportEmptyParas] [endif]
Come
si vede, non sono pochi gli ostacoli che rendono difficile fare in modo che i
visitatori facciano quanto desideriamo sulle nostre landing page. In effetti,
bisogna convincere le persone a fare cose che odiano fare. Ecco perché, in
genere, i tassi di conversione sono così bassi. Questi sono alcuni dati presi
dal Fireclick Index:
[if !supportLineBreakNewLine]
[endif]
|
Tassi
di conversione secondo il Fireclick Index
|
|
Siti specializzati
|
Tasso
di conversione (%)
|
|
Cataloghi
|
6.1
|
|
Negozi specializzati
|
3.9
|
|
Moda/accessori
|
2.2
|
|
Viaggi
|
2.1
|
|
Casa
|
2.0
|
|
Sport/tempo libero
|
1.4
|
|
Elettronica
|
1.1
|
|
Tutti i siti specializzati
|
2.3
|
Si
parla di tassi di conversione davvero bassi, tra l'1 e il 6%.
Prima
di scendere nei dettagli relativi alla progettazione delle landing page, soffermiamoci
un attimo sui visitatori.
Pensare
all'utente
La
maggior parte delle persone non arriva sulla nostra landing page guardando ogni
singolo elemento del design. Arriva e va in cerca di tracce utili per trovare
velocemente risposte alle proprie domande.
I
visitatori vogliono sapere:
- "È
questo il posto giusto?"
- "È così
che immaginavo che fosse?"
- "Dovrei
cliccare sul tasto 'Indietro' del browser?"
- "Mi
posso fidare di questo sito?"
- "Quanto
tempo ci vuole?"
Una
landing page deve essere in grado di fornire subito soluzioni a questi
problemi. Se gli elementi della pagina non sono sufficientemente orientati su
tali obiettivi e/o distraggono il visitatore, c'è da aspettarsi un elevato
tasso di abbandoni.
Subito
dopo il visitatore si chiede: "Dovrei accettare questa offerta?".
È
a questo punto che entra in gioco l'efficacia del testo promozionale. I
visitatori analizzeranno il testo di presentazione, i contenuti, le
informazioni sul prodotto, i testimonial, il valore del design e decideranno se
passare all'acquisto o all'azione di conversione.
Anche
dopo che un visitatore ha deciso di accettare la nostra offerta, la conversione
può andare persa. Ogni difetto nelle funzionalità del sito e nella sua
usabilità può causare tale perdita: assicuriamoci sempre di mostrare
l'informativa sulla privacy e che non ci siano malfunzionamenti nella gestione
dei form.
11
suggerimenti per migliorare le landing page
1. Definire il tipo di conversione
Prima
di iniziare a progettare una landing page, è necessario definire bene l'attività
di conversione per cui viene realizzata. Per una landing page destinata
all'iscrizione ad una newsletter, l'attività di conversione è rappresentata
dall'inserimento di un indirizzo email in un modulo e dal click sul pulsante
'Accetto'.
2. Fare un po' di ricerche
Un
po' di ricerca demografica torna sempre utile. Cerchiamo di capire cosa
vogliono i nostri visitatori e quali offerte funzionano. Costruiamo il profilo
del nostro visitatore ideale. Teniamo in mente questa persona quando
progettiamo una landing page. Non realizziamo quella pagina per chiunque - è
provato che le pagine generiche non funzionano - e concentriamoci sul nostro
target. La campagna di advertising porta già la gente sulla landing page, così
i visitatori si aspettano un messaggio ben definito. Costruiamo le pagine per
loro.
3. Eliminare gli elementi non necessari
Le
distrazioni sono nemiche della conversione. Eliminiamo dalla pagina tutti gli
elementi non necessari. Non stiamo realizzando la nostra home page personale.
Chiunque arrivi su una landing page è stato già in qualche modo attirato dalla
nostra inserzione pubblicitaria. Tutti si aspettano un messaggio molto
specifico.
4. Corrispondenza con gli strumenti di advertising utilizzati
La
landing page dovrebbe corrispondere agli strumenti di advertising utilizzati
nella campagna. Il modo più semplice per segnalare ai visitatori che sono
arrivati nel posto giusto è quello di ripetere come titolo il testo usato
nell'inserzione.
5. Rimuovere la navigazione
Se
è possibile, rimuoviamo la barra di navigazione. Ovviamente, non lo faremo se
essa è strettamente necessaria nel processo di conversione. Ricordiamoci del
nostro messaggio e se un link non ha nulla a che fare con esso, eliminiamolo!
6. Mantenere il focus sull'attività di conversione
Evitiamo
l'istinto di promuovere o linkare altre aree del sito. L'obiettivo primario di
una landing page è quello di impedire ai visitatori di andare girovagando qua e
là. Vogliamo che essi si concentrino sull'attività di conversione, non che che
clicchino su altre parti per rimanere magari stupiti di fronte alle nostre
fantastiche animazioni in Flash. Immaginiamo cosa accadrebbe se GAP
incoraggiasse i suoi clienti ad entrare, uscire e andare in giro per il
negozio. Una volta che i visitatori smettono di pensare alla nostra offerta,
possiamo considerarli persi.
7. Mettere in evidenza gli elementi importanti
Prestiamo
molta attenzione alla parte visibile dello schermo, quella che il visitatore
vede prima di dover scrollare la pagina. È lì che dovremo collocare contenuto
rilevante, quello utile a far decidere chi ci visita che vale la pena rimanere
sul sito. Se uno deve cliccare o scrollare troppo per capire cosa ha davanti,
l'unica cosa su cui cliccherà sarà il pulsante 'Indietro' del browser.
8. Fornire diverse opportunità di conversione
Facilitiamo
in ogni modo il completamento dell'attività di conversione. Inseriamo gli
strumenti utili per questa operazione nella parte visibile dello schermo e, più
giù, ogni scrollata e mezza dello schermo stesso.
9. Guidare lo sguardo
Usiamo
la tipografia e il colore per i nostri scopi. Sulla pagina, guidiamo lo sguardo
verso il punto su cui dovrà avvenire il processo di conversione. Un uso accorto
dello spazio bianco, un testo ben dimensionato e la grafica possono rendere una
pagina lunga molto più corta di quanto sia in realtà. Facciamo però attenzione:
un'immagine grande richiede più tempo per essere compresa con l'occhio e se non
è piazzata nel punto giusto può rovinare il flusso ideale del nostro messaggio.
Collochiamo
le cose importanti (il testo principale o l'immagine guida) verso il centro, e
non usiamo nulla che possa distrarre il visitatore da quel punto focale.
Evitiamo di inserire materiale rilevante nelle barre di navigazione laterali:
allontana l'occhio dalla parte più importante della pagina.
10. Ottimizzare i form
Ottimizziamo
i nostri form. Quando l'utente finisce di inserire il testo in un campo,
facciamo passare automaticamente il cursore nel campo successivo. Consentiamo
l'uso del tasto TAB per passare da un campo all'altro. Riempiamo
automaticamente tutte le parti possibili.
Rimuoviamo
i campi non necessari. Non richiediamo il nome della città, dello stato e della
provincia se chiediamo di inserire un codice postale. Concentriamoci sulle
parti essenziali.
Se
stiamo invitando gli utenti ad iscriversi ad una newsletter, richiediamo solo
l'indirizzo email. Per il momento non abbiamo bisogno del nome. Eliminiamo il
pulsante 'Reset'. È pericoloso per noi e per l'utente.
11. Testare, testare, testare
Appena
terminato il design della landing page, testiamola con un piccolo gruppo di
utenti. Facciamo una checklist di questo tipo:
- La pagina è
centrata sull'obiettivo prefisssato?
- Il messaggio
corrisponde alle inserzioni pubblicitarie?
- Abbiamo
eliminato tutte le possibili fonti di distrazione?
- Le
informazioni più importanti sono collocate nella parte visibile dello
schermo?
- C'è più di
una possibilità per portare a termine il processo di conversione?
- La pagina
migliora la nostra immagine?
Un
caso di studio: offerta per un iPod scontato
Qui
sotto potete vedere un'inserzione Google AdWords reale associata alla chiave di
ricerca "ipod" (è stata ovviamente cambiata la URL del sito). Il
testo dell'inserzione è abbastanza buono: "80% off brand new iPod"
attirerà senz'altro un gran numero di click.
Figura
1. Screenshot di un'inserzione Google AdWords
[if !vml] [endif]
Mi
aspetto di arrivare su una pagina che presenti alcune informazioni sull'offerta
e l'immagine di un iPod. Invece, arrivo su quella che sembra una generica
pagina di prodotti con immagini che nulla hanno a che fare con l'inserzione
originale:
Figura
2. Screenshot: pagina con prodotti
[if !vml] [endif]
Se
il design della pagina corrispondesse all'inserzione, sarei subito sicuro di
essere arrivato nel posto giusto. In realtà, sono costretto a leggere il testo
per avere conferma che l'offerta su cui ho cliccato è disponibile su quella
pagina.
Do
un'occhiata al titolo e al testo in grassetto e capisco di essere nel posto
giusto. Però mi sento ugualmente ingannato perché non c'è un riferimento
esplicito all'offerta dell'iPod. Vedo solo cose che riguardano una televisione
al plasma e una macchina fotografica digitale.
Scrollo
la pagina e finalmente vedo un iPod:
Figura
3. Screenshot: offerta iPod
[if !vml] [endif]
Come
correggere una landing page sbagliata
Corrispondenza
con gli strumenti di advertising
Dobbiamo
presentare l'immagine di un iPod sulla landing page e far corrispondere il
tutto allo stile usato nelle inserzioni pubblicitarie. Tutto ciò che è sulla
pagina dovrebbe essere una sorta di estensione del messaggio pubblicitario.
Curiamo il testo della pagina e usiamo come titolo il testo promozionale
dell'inserzione.
Rimuovere
i link e il testo non necessari
Limitiamo
le possibili fonti di distrazione. La landing page che abbiamo visto prima
attira l'attenzione sui box con gli annunci di aste per altri prodotti. Perché
mettersi in competizione con sé stessi? Concentriamoci sull'azione di
conversione e guidiamo gli utenti verso di essa.
Enfatizzare
l'informazione rilevante
Gli
annunci relativi all'iPod devono essere più in evidenza. Nell'esempio visto,
c'è tutto un insieme di elementi come le informazioni su prodotti generici che
distrae rispetto all'obiettivo principale. Tutto quel testo in grassetto e
colorato riguarda le aste non i prodotti. E il nostro scopo è invece proprio
quello di vendere prodotti, non di promuivere aste.
Spostare
gli elementi essenziali nella parte principale dello schermo
Gli
abbandoni aumentano quando gli elementi più interessanti appaiono in aree
secondarie dello schermo. Ecco invece come dovrebbe essere la nostra landing
page:
Figura 4. Screenshot:
landing page efficace
[if !vml] [endif]
Conclusione:
il caso del produttore di biscotti
Insomma,
curare al meglio una landing page è il mezzo più efficace e meno costoso per
migliorare il tasso di conversione. Aumentare le conversioni totali soltanto
dell'1% si traduce traduce in un miglioramento del 50% del tasso di conversione
(partendo da un tasso del 2%). Per ottenere lo stesso risultato dovremmo
aumentare il budget pubblicitario del 50%.
Qual
è il profitto netto?
Supponiamo
di essere un produttore di biscotti che vende una scatola a $100 (sono biscotti
davvero buoni!). Abbiamo un margine di profitto del 10%. Guadagniamo insomma
$10 per ogni scatola venduta. Sul sito, abbiamo 5.000 visitatori al giorno,
così, con un tasso di conversione del 2%, vendiamo 100 scatole di biscotti. Che
vuol dire $1.000 dollari al giorno: davvero non male!
Ma
supponiamo ora di spendere $1.000 per rifare la nostra landing page e ottenere
un tasso di conversione del 3%. Ora vendiamo 150 scatole di biscotti al giorno.
In due giorni abbiamo recuperato quanto speso per la pagina il guadagno
quotidiano arriva tra l'altro a $1.500.
Certo,
è un esempio un po' semplificato, ma rende bene l'idea. La maggior parte dei
suggerimenti per migliorare le landing page visti in questo articolo sono
facili da implementare e da testare. Spendere un po' di tempo in più per
ottimizzarle può aiutarci a realizzare migliori performance in termini di tassi
di conversione.
[if !supportEmptyParas]
[endif]
Questa è la traduzione dell'articolo 11 Ways to Improve
Landing Pages pubblicato originariamente su Digital Web Magazine il 25
maggio 2005. La traduzione viene qui presentata con il consenso dell'editore
e dell'autore. |